TITOLO
"L’attività fisica riduce la probabilità
di sviluppare un tumore maligno della mammella"
Da: Friedenreich
C M, Cust A E Physical activity and breast cancer risk: impact of
subgroup effects timing, type and dose of activity and population.
Br. J. Sports Med. 2008;42;636-647
Numerosi
studi hanno indagato la relazione tra attività fisica e probabilità
di sviluppare un tumore maligno della mammella (ovvero il rischio
di essere affetti da tale malattia) per capire se vi è veramente
un effetto protettivo dell’esercizio fisico sul rischio di
tumore maligno della mammella.
I risultati presentati di seguito si riferiscono ad una meta-analisi
di studi epidemiologici pubblicati fino a settembre 2007 sul rischio
di cancro della mammella e l’attività fisica.
POPOLAZIONE DI RIFERIMENTO
Donne adulte di qualsiasi razza.
NOTA METODOLOGICA
La presente meta-analisi è basata sui risultati di 62 studi
indipendenti (34 studi con gruppi di controllo, 28 studi di coorte)
selezionati tra gli 87 individuati in base ai seguenti criteri:
il metodo di campionamento della popolazione in studio, la metodologia
di valutazione dell’attività fisica, il controllo dei
fattori che, contemporaneamente all’attività fisica,
avrebbero potuto influire sul rischio di tumore maligno, portando
così a risultati non veritieri (fattori confondenti).
AZIONI STUDIATE
E’ stato esaminato l’effetto di alcune caratteristiche
dell’attività fisica (tipo, durata, età in cui
è stata effettuata) sul rischio di tumore maligno della mammella
nelle donne. Le donne sono state divise in gruppi, secondo alcune
delle loro caratteristiche quali: menopausa, peso, precedenti familiari
di tumore maligno della mammella, numero delle gravidanze.
RISULTATI
La riduzione del rischio di tumore maligno della mammella nelle
donne più attive è stata: statisticamente significativa
in 30 studi, vicino alla significatività in 9 studi, presente
ma non significativa in 8 studi. In media, la riduzione del rischio
è stata del 25-30%. La stima della diminuzione del rischio
varia a seconda delle caratteristiche dell’attività
fisica delle donne. Tale meta-analisi ha individuato che:
| 1. |
Le attività
quotidiane considerate invece più banali, sono invece
salutari
(Tabella 1).
Tabella
1. Diminuzione del rischio secondo
il tipo di attività fisica |
| Attività |
Riduzione media del rischio di tumore maligno della
mammella |
| Attività
ricreative |
20% |
| Passeggiata/uso
bicicletta |
14% |
| Attività
domestiche |
14% |
| Attività
occupazionali |
13% |
|
2. |
L’intensità
moderata dell’attività fisica riduce il rischio
del 22%, mentre se l’intensità è più
sostenuta, la riduzione è del 26%. |
3. |
La
protezione dell’attività fisica è più
evidente se effettuata durante tutta la vita. |
4. |
L’effetto
protettivo dell’attività fisica dopo i 50 anni
e in menopausa è più forte rispetto all’attività
fisica effettuata prima. |
| 5. |
La protezione
conferita dall’attività fisica diminuisce con l’aumento
dell’indice della massa corporea, (BMI) (Tabella 2).
| Tabella
2 . Diminuzione del rischio secondo
il valore del BMI |
| BMI |
Riduzione media del rischio di tumore maligno della
mammella |
| <22
Kg/m2^ |
27% |
| 22-25
Kg/m2^ |
24% |
| 25-30
Kg/m2^ |
19% |
| >=30
Kg/m2^ |
Nessun
effetto |
|
6. |
Sei
studi hanno dimostrato una protezione maggiore nelle donne
che hanno avuto figli (riduzione media del rischio del 28%)
rispetto alle nullipare (riduzione media del rischio del 21%). |
7. |
Inoltre
alcuni studi hanno indicato che l’effetto protettivo
dell’attività fisica dipende anche dal tipo di
tumore. Tale effetto è più marcato per il rischio
di tumore estrogeno e progesterone negativo (ER-/PR-) che
per quello estrogeno e progesterone positivo (ER+/PR+). |
L’attività
fisica influisce sul rischio di cancro della mammella tramite una
serie di meccanismi molto complessi che interagiscono fra di loro.
Riduzione del livello degli ormoni sessuali steroidi in circolazione.
E’ ormai ben noto che gli ormoni sessuali (estrogeni, progesterone
e androgeni) favoriscono lo sviluppo del tumore maligno della mammella.
Modifica dei fattori legati all’insulina e delle citokine.
Alcuni studi hanno dimostrato che il diabete di tipo 2 provoca un
lieve aumento del rischio di tumore maligno della mammella. L’insulina
non solo riduce il glucosio, ma indirettamente interviene anche
nella produzione di ormoni sessuali. D’altro canto, le citokine
prodotte dal tessuto adiposo agiscono altrettanto sullo sviluppo
del tumore: la leptina stimola la proliferazione delle cellule tumorali,
mentre l’adiponectina ha effetti inibitori.
Modulazione del processo infiammatorio e della funzione immunitaria.
E’ stato dimostrato che le caratteristiche dell’attività
fisica (soprattutto la sua intensità) agiscono sull’equilibrio
delle citokine pro- e anti-infiammatorie, in circolazione e dei
tessuti. Ciò modifica il rischio di tumore maligno e la ricorrenza
dello stesso.
Azione sul metabolismo cellulare.
Dalle caratteristiche dell’attività fisica dipendono
una serie di meccanismi cellulari (la resistenza all’insulina,
la crescita e la differenziazione cellulare, l’apoptosi e
l’infiammazione) che sono coinvolti nello sviluppo del tumore
maligno.
CONCLUSIONE
L’attività fisica ha un effetto protettivo contro l’insorgenza
del tumore maligno della mammella. Le attività ricreative,
di intensità sostenuta e praticate durante un lungo periodo
sono tra le più efficaci. L’effetto protettivo dell’attività
fisica è influenzato dal fatto di essere o meno in menopausa
e dalla massa corporea delle donne.
Carmen
Tereanu - Epidemiologia Analitica, Fondazione IRCCS "Istituto
Nazionale dei Tumori"
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