"Se
fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento
ed esercizio fisico, né in difetto, né in eccesso,
avremmo trovato la strada per la salute"
(Ippocrate
460 - 377 a.C.)
La
Sindrome Metabolica è una condizione caratterizzata dalla
presenza nella stessa persona di alcuni disordini metabolici che,
generalmente, concorrono a far aumentare il rischio di insorgenza
delle patologie cardiovascolari e di altre patologie cronico-degenerative
come i tumori, il diabete, l’obesità, le demenze senili
ed altre.
Nel 2001 il
National Institute of Health ha stabilito per la prima volta dei
criteri diagnostici, proponendo, come metodo per identificare la
patologia, la presenza nello stesso paziente di tre o più
dei seguenti disordini:
La
Sindrome Metabolica
|
| Distribuzione
viscerale del tessuto adiposo |
Circonferenza
vita:
maggiore uguale a 88 cm nelle Femmine
maggiore uguale a 102 cm nei Maschi |
| Iperlipemia |
HDL minore a 50 mg/dl per le Femmine
HDL minore
a 40 mg/dl per i Maschi
Trigliceridi maggiore uguale a 170 mg/dl |
Intolleranza
al glucosio e/o ridotta sensibilità insulinica
|
Glicemia
a digiuno:
maggiore uguale a 110 mg/dl |
| Ipertensione
arteriosa |
Sistolica
maggiore uguale a 130
Distolica maggiore uguale a 85 |
A
questi si aggiungono altri importanti fattori di rischio come l'età
(a partire dai 45 anni per gli uomini e dai 55 per le donne), il
fumo e la sedentarietà.
In Italia, la sindrome metabolica interessa circa il 25% degli uomini
e il 27% delle donne. Sono dei numeri altissimi, che equivalgono
a circa 14 milioni di individui.
Gli
studi svolti confermano che individui che presentano sindrome metabolica
e che non cambiano drasticamente il proprio stile di vita, hanno
un elevato rischio di mortalità legato a problemi cardiovascolari
e un elevato rischio di sviluppare altre patologie cronico-degenerative
tra cui il diabete, alcuni tipi di tumore e alcune forme di demenze
senili.
È sempre
più evidente la necessità di un approccio educativo
teso a insegnare comportamenti che favoriscano il controllo dei
fattori di rischio cardiovascolari. Tale necessità è
sottolineata su autorevoli documenti quali ad esempio le “Linee
guida per il trattamento dell’ipertensione” o le “Linee
guida per il trattamento del Diabete”. Tale approccio educativo
è rivolto principalmente a lavorare sulle cause del problema
piuttosto che sui sintomi. La pura prescrizione di farmaci tesa
a correggere individualmente ciascuno dei fattori correlati alla
Sindrome Metabolica sembra non essere sufficiente alla risoluzione
del problema.
Tale politica
sanitaria non può prescindere dall’intervento educativo
rivolto a correggere i comportamenti dannosi (determinanti di salute),
es.:
l’iperalimentazione
le scelte alimentari scorrette
la sedentarietà
il fumo
responsabili del manifestarsi della Sindrome Metabolica.
Anna
Villarini - Epidemiologia Eziologica e Prevenzione, Fondazione
IRCCS "Istituto Nazionale dei Tumori"
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