Comunitą dei Promotori
 
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XVIII Congresso Nazionale ADI
"Aqua 2008 - Alimentazione, nutrizione e Acqua"

05-08 novembre 2008



 

"Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto, né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute"

(Ippocrate 460 - 377 a.C.)

La Sindrome Metabolica è una condizione caratterizzata dalla presenza nella stessa persona di alcuni disordini metabolici che, generalmente, concorrono a far aumentare il rischio di insorgenza delle patologie cardiovascolari e di altre patologie cronico-degenerative come i tumori, il diabete, l’obesità, le demenze senili ed altre.

Nel 2001 il National Institute of Health ha stabilito per la prima volta dei criteri diagnostici, proponendo, come metodo per identificare la patologia, la presenza nello stesso paziente di tre o più dei seguenti disordini:

La Sindrome Metabolica
Distribuzione viscerale del tessuto adiposo

Circonferenza vita:
maggiore uguale a 88 cm nelle Femmine
maggiore uguale a 102 cm nei Maschi

Iperlipemia HDL minore a 50 mg/dl per le Femmine
HDL minore a 40 mg/dl per i Maschi
Trigliceridi maggiore uguale a 170 mg/dl
Intolleranza al glucosio e/o ridotta sensibilità insulinica
Glicemia a digiuno:
maggiore uguale a 110 mg/dl
Ipertensione arteriosa Sistolica maggiore uguale a 130
Distolica maggiore uguale a 85

A questi si aggiungono altri importanti fattori di rischio come l'età (a partire dai 45 anni per gli uomini e dai 55 per le donne), il fumo e la sedentarietà.
In Italia, la sindrome metabolica interessa circa il 25% degli uomini e il 27% delle donne. Sono dei numeri altissimi, che equivalgono a circa 14 milioni di individui.

Gli studi svolti confermano che individui che presentano sindrome metabolica e che non cambiano drasticamente il proprio stile di vita, hanno un elevato rischio di mortalità legato a problemi cardiovascolari e un elevato rischio di sviluppare altre patologie cronico-degenerative tra cui il diabete, alcuni tipi di tumore e alcune forme di demenze senili.

È sempre più evidente la necessità di un approccio educativo teso a insegnare comportamenti che favoriscano il controllo dei fattori di rischio cardiovascolari. Tale necessità è sottolineata su autorevoli documenti quali ad esempio le “Linee guida per il trattamento dell’ipertensione” o le “Linee guida per il trattamento del Diabete”. Tale approccio educativo è rivolto principalmente a lavorare sulle cause del problema piuttosto che sui sintomi. La pura prescrizione di farmaci tesa a correggere individualmente ciascuno dei fattori correlati alla Sindrome Metabolica sembra non essere sufficiente alla risoluzione del problema.

Tale politica sanitaria non può prescindere dall’intervento educativo rivolto a correggere i comportamenti dannosi (determinanti di salute), es.:

l’iperalimentazione
le scelte alimentari scorrette
la sedentarietà
il fumo

responsabili del manifestarsi della Sindrome Metabolica
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Anna Villarini - Epidemiologia Eziologica e Prevenzione, Fondazione IRCCS "Istituto Nazionale dei Tumori"


- giovedì 26 giugno 2008 -