| “Sebbene
sia vero che un cambiamento minore di quello raccomandato porti
a una minima riduzione del rischio, ogni cambiamento porta comunque
beneficio"
(WCRF 2007)
Tumori
e alimentazione
Un tumore si origina quando una cellula accumula una serie di danni
a carico del DNA perdendo così il controllo della sua capacità
di replicarsi e viene a trovare un ambiente favorevole ad una moltiplicazione
incontrollata.
L’alimentazione può influenzare l’insorgenza
dei tumori attraverso numerosi meccanismi, dall’esposizione
a cancerogeni presenti nei cibi o formatisi nella cottura o nella
conservazione degli alimenti, alla riparazione dei danni al DNA,
dalla capacità di fornire sostanze che favoriscono o al contrario
sfavoriscono la formazione dei radicali liberi responsabili di danni
cellulari (sostanze pro o anti-ossidanti) all’attivazione
di meccanismi di morte cellulare programmata; la dieta è
poi in grado di modificare significativamente l’ambiente interno
promuovendo o al contrario limitando la disponibilità di
sostanze e di ormoni che possono favorire la progressione del tumore.
La complessa interazione di questi meccanismi, unita alla grande
varietà degli stili alimentari nelle diverse popolazioni
ed alla diversa costituzione genetica degli individui costituisce
la principale difficoltà incontrata dalla ricerca scientifica
su alimentazione e cancro.
Il Fondo Mondiale
per la Ricerca sul Cancro (WCRF), il cui compito è di favorire
la prevenzione dei tumori attraverso la ricerca e la divulgazione
dei risultati della ricerca stessa, ha recentemente concluso un
lavoro di revisione di tutti gli studi scientifici che hanno studiato
la relazione tra alimentazione e tumori. A questa opera hanno contribuito
oltre 100 ricercatori appartenenti ad una ventina di centri di ricerca
fra i più prestigiosi al mondo.
Nel volume, disponibile su www.dietandcancerreport.org,
vengono stilati 10 fattori per la prevenzione dei tumori che riassumono
ad oggi i risultati più solidi della ricerca scientifica:
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Nei
limiti dei pochi studi disponibili sulla prevenzione delle
recidive, queste raccomandazioni per la prevenzione alimentare
del cancro valgono anche per chi si è ammalato. |
Mantenersi
magri per tutta la vita. Di tutti i fattori nutrizionali
che si sono dimostrati associati a un maggior rischio di tumore,
quello più solidamente dimostrato è il sovrappeso:
le persone soprappeso o obese si ammalano di più di tumori
della mammella, dell’intestino, dell’endometrio, del
rene, dell’esofago, del pancreas, e della cistifellea. Per
conoscere se il proprio peso è corretto bisogna calcolare
l’Indice di massa corporea (IMC = peso in Kg diviso per l’altezza
in metri elevata al quadrato) che dovrebbe rimanere fra 21 e 23.
Ad esempio una persona che pesa 70 kg ed è alta 1,74 ha un
IMC = 70 / (1,74 x 1,74) = 23,1 cioè appena superiore all’intervallo
raccomandato.
Mantenersi
fisicamente attivi tutti i giorni. La vita sedentaria oltre
ad essere una causa importante di obesità, può favorire
l’insorgenza di tumori anche indipendentemente dall’obesità:
gli studi scientifici hanno evidenziato che le persone sedentarie
si ammalano di più di tumori dell’intestino, della
mammella, dell’endometrio, ed esiste probabilmente una relazione
anche con i tumori del pancreas e del polmone. Ma quanta attività
fisica è consigliato svolgere? In pratica è sufficiente
un impegno fisico pari a una camminata veloce per almeno mezz’ora
al giorno; successivamente, man mano che ci si sente più
in forma, sarebbe utile prolungare l’esercizio fisico fino
ad un’ora o praticare uno sport o un lavoro più impegnativo.

Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica
ed evitare il consumo di bevande zuccherate. Per la prevenzione
dell’obesità è fondamentale eliminare dalla
quotidianità i cibi ad alta densità calorica, cioè
quelli ricchi di grassi e di zuccheri, come ad esempio quelli proposti
nei fast food. Sono generalmente ad alta densità calorica
anche i cibi industrialmente raffinati, magari precotti e preconfezionati
(snack, merendine, prodotti dolciari). E’ importante notare
la differenza fra “limitare” ed “evitare”.
Se occasionalmente possiamo consumare un cibo molto grasso o zuccherato,
l’uso di bevande zuccherate è invece da evitare, anche
perché forniscono abbondanti calorie senza aumentare il senso
di sazietà.
Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza
vegetale, con cereali non industrialmente raffinati e legumi in
ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee
e di frutta.
Sommando verdure e frutta sono raccomandate almeno cinque porzioni
al giorno. Sarebbe anche consigliabile consumare verdura e frutta
di stagione e notare che fra le verdure non devono essere contate
le patate. La protezione da verdura e soprattutto da frutta sarebbe
evidente per i tumori legati al tabacco quali tumori delle prime
vie aeree, polmone ma anche esofago e stomaco, mentre minore sarebbe
l’effetto sui tumori della mammella, dell’ovaio e della
prostata. Probabile è anche secondo il WCRF la protezione
da alimenti vegetali ricchi in fibre per i tumori dell’intestino.
Recentemente, il progetto EPIC (European Prospective Investigation
into Cancer and nutrition), il più grande studio prospettico
mai intrapreso, che segue oltre 500.000 persone reclutate in 10
paesi europei con abitudini alimentari molto diverse, ha confermato
un chiaro effetto preventivo del consumo di alimenti ricchi di fibre
vegetali, sia cereali che verdura e frutta. Una dieta basata sul
consumo di cibi prevalentemente vegetali e poco raffinati aiuta
anche il mantenimento di un corretto peso corporeo.
Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni
conservate.
Le carni rosse comprendono le carni bovine, compreso il vitello,
ovine e suine. Per chi ne fa consumo la raccomandazione è
di non superare i 500 grammi alla settimana. E’ importante
notare la differenza fra il termine di “limitare” (per
le carni rosse) e di “evitare” (per le carni conservate,
comprendenti ogni forma di carni in scatola, salumi, prosciutti,
wurstel), per le quali non si può dire che vi sia un limite
al di sotto del quale probabilmente non vi sia rischio. Il consumo
di carni rosse, e soprattutto quello di carni conservate, è
associato al tumore dell’intestino, ma probabilmente anche
ai tumori dello stomaco, e sospettato per i tumori dell’esofago,
del pancreas, del polmone e della prostata.
Limitare il consumo di bevande alcoliche. Il consumo di
bevande alcoliche, è associato ai tumori del cavo orale,
della faringe, della laringe, dell’intestino, del fegato e
della mammella. Per chi ne consuma, la quantità raccomandata
è pari ad un bicchiere di vino al giorno per le donne e due
per gli uomini. La quantità di alcol contenuta in un bicchiere
di vino è circa pari a quella contenuta in una lattina di
birra e in un bicchierino di un distillato o di un liquore. Questa
raccomandazione tiene conto dell’effetto protettivo di moderate
dosi di alcol nei confronti delle patologie cardio-vascolari.
Limitare il consumo di sale e di cibi conservati sotto sale.
Il consumo elevato di sale e di cibi conservati sotto sale, risulta
associato al cancro dello stomaco La raccomandazione è di
non superare i 5 gr. al giorno. Evitare cibi contaminati da muffe
(in particolare cereali e legumi). Importante è assicurarsi
del buono stato di conservazione dei cereali e dei legumi che si
acquistano, ed evitare di conservarli in ambienti caldi ed umidi.
Il consumo di alimenti contaminati da muffe risulta un importante
fattore di rischio per i tumori dello stomaco.
Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali
attraverso il cibo. Di
qui l’importanza della varietà della propria dieta.
L’assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali)
per la prevenzione del tumori è ad oggi, sulla base degli
studi scientifici prodotti, sconsigliata.
Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi. Questa
raccomandazione, oltre che per i chiari benefici del latte materno
sul bambino, deriva dalla convincente protezione legata all’allattamento
nei confronti dei tumori della mammella che rappresentano i tumori
femminili ormono-dipendenti più frequenti.
Patrizia
Pasanisi - Epidemiologia Eziologica
e Prevenzione, Fondazione IRCCS "Istituto Nazionale dei Tumori"
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