Luglio
2008
Anche in Italia si consuma
troppo sale
In
Italia il consumo di sale è eccessivo.
Secondo le stime disponibili il consumo medio quotidiano di sale
nel nostro paese supera i 9-10g per persona. Sale è “sinonimo”
di sodio (il sale e il sodio):
le conoscenze scientifiche ci informano che oggi giorno la nostra
abituale alimentazione fornisce all’organismo molto più
sodio di quanto sia necessario.
L’assunzione di sodio è però molto difficile
da misurare con precisione. Oltre a essere presente “naturalmente”
negli alimenti e nell’acqua, anche se in quantità minime,
il sodio viene aggiunto alla maggior parte dei processi industriali
di conservazione o preparazione dei cibi o alle preparazioni domestiche.
Si stima infatti che oltre la metà del sodio assunto deriva
dalle aggiunte fatte nel confezionamento industriale dei prodotti
alimentari mentre un terzo deriva invece dal sale aggiunto in cucina
o a tavola.
Tra i prodotti ricchi di sodio spicca il pane, ma troviamo anche
i formaggi, i salumi e i cibi in scatola (il
sodio negli alimenti).
Ma come influisce sulla nostra salute l’eccesso di
sodio?
L’eccesso di sodio è in grado di indurre un incremento
della pressione arteriosa, quindi: assumere troppo sale favorisce
la comparsa dell’ipertensione arteriosa (il
sodio e l’ipertensione).
L’eccesso di sale e di prodotti industriali ricchi di sodio
inoltre:
- è associato all’osteoporosi, dato che favorisce la
perdita di calcio tramite le urine;
- favorisce i disturbi gastrici, compresa l’ulcera;
- è una probabile causa di tumore dello stomaco.
Come rimediare?
Già nel 2003 WHO e FAO raccomandavano di diminuire
il consumo di sale a 5 g al giorno. Le attuali linee guida europee
e italiane consigliano una riduzione dell’apporto di sale
a 6 g al giorno.
Ciò non significa eliminare alimenti contenenti sodio dalla
nostra alimentazione, ma modificare alcune nostre abitudini alimentari
che rischiano di compromettere la nostra salute (raccomandazioni).
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Riferimenti |
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Comitato
per la stesura delle linee guida ESH e ESC. Linee guida 2007
per il trattamento dell’ipertensione arteriosa. |
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World cancer
research fund/American institute for cancer research. Food,
nutrition, physical activity, and the prevention of cancer:
a global perspective. Washington DC: AICR, 2007. |
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World Health
Organization. 2003. Diet, nutrition and the prevention of chronic
diseases: report of a joint WHO/FAO expert consultation. |
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Istituto nazionale
di ricerca sugli alimenti e la nutrizione. Linee Guida per una
Sana Alimentazione Italiana, revisione 2003 |
Il
sale e il sodio
Spesso si sente parlare di sodio e non di sale. Ma sale e sodio
sono la stessa cosa? Quale dei due fa male se consumato in eccesso?
Il sale alimentare
è chiamato anche cloruro di sodio (NaCl), ovvero i minerali
cloro (Cl) e sodio (Na) sono i due costituenti del sale. Dei due
è proprio il sodio a conferire sia il sapore che le proprietà
biologiche al sale comune.
Ogni grammo
di sale contiene circa 0,4 grammi di sodio, ovvero circa la metà
di un grammo di sale è costituito da sodio.
Il sale rappresenta
perciò una fonte molto importante per l’apporto di
sodio. Se il sale viene consumato in eccesso, il nostro organismo
dovrà gestire un eccesso di sodio. 
Il
sodio negli alimenti
I dati forniti dall’INRAN (
Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, revisione 2003)
suggeriscono che gli alimenti più ricchi di sodio sono:
- sale da cucina
- pane
- salumi
- dadi per brodo
- verdure sott’aceto
- olive da tavola
- cereali da prima colazione
- salse: senape, salsa di soia, ketchup, maionese…
- formaggi: provolone, mozzarella, formaggini…
- patatine in sacchetto
- biscotti dolci
- brioches e merendine
- tonno sott’olio
- parmigiano grattuggiato
Il sodio e l’ipertensione
L’apporto alimentare di sodio è in grado di indurre
un incremento della pressione arteriosa, quindi: assumere troppo
sale favorisce la comparsa dell’ipertensione arteriosa.
L’ipertensione arteriosa è un importantissimo fattore
di rischio per l’infarto, l’ictus cerebrale e lo scompenso
cardiaco. In popolazioni caratterizzate da un consumo di sodio molto
basso l’ipertensione è quasi del tutto assente.
E’ necessario modificare la propria dieta in modo tale da
ridurre l’apporto di sodio per evitare la comparsa di ipertensione
arteriosa e per diminuire i valori pressori in coloro che già
ne soffrono. Un apporto eccessivo di sodio con la dieta può
inoltre favorire lo sviluppo di ipertensione resistente al trattamento
farmacologico.
La riduzione dell’introito di sale, associata ad altri interventi
salutari (abolizione del fumo, diminuzione del peso corporeo, esercizio
fisico, moderato consumo di bevande alcoliche, aumento del consumo
di frutta e verdura, consumo di alimenti a basso contenuto di grassi
saturi e colesterolo) può avere effetti antipertensivi più
spiccati.
Tali modifiche dello stile di vita, in grado di ridurre i valori
pressori e il rischio cardiovascolare, dovrebbero essere adottate
da tutti, anche dalla popolazione sana.
Raccomandazioni
La riduzione del sale deve avvenire per gradi.
Il nostro palato deve essere abituato lentamente a quantità
inferiori di sale. In questo modo otteniamo due effetti:
1. riduciamo la quota di sale (quindi di sodio) che il nostro organismo
deve gestire
2. riscopriamo il sapore del cibo senza l’eccessiva influenza
del sale
Succo di limone,
aceto, aglio, cipolla, spezie e erbe aromatiche (la menta, il timo,
la maggiorana, il basilico, il prezzemolo, il rosmarino, il peperoncino
rosso) conferiscono all’alimento un miglioramento delle caratteristiche
organolettiche (agiscono da esaltatori di sapidità) e permettono
di dimezzare l’aggiunta di sale.
Altre indicazioni:
- Moderare il consumo di formaggio;
- Ridurre fortemente il consumo di salumi;
- Evitare i cibi in scatola, i cibi affumicati e quelli conservati
sotto sale;
- Preferire il pane a basso contenuto di sodio (tipo “toscano”).
In relazione
a quest’ultima indicazione, da segnalare che il Ministero
della Salute e le associazioni di categoria rappresentative della
filiera della panificazione hanno siglato, nel Febbraio 2008, un
accordo per la graduale riduzione del contenuto di sale nel pane:
il contenuto di sale dovrebbe essere ridotto del 15% per l’anno
2008, fino al raggiungimento di una diminuzione complessiva pari
al 30% entro il 2010.
E’
meglio usare il sale iodato?
Il sale iodato è sale comune al quale è stato aggiunto
iodio, sotto forma di ioduro e/o iodato di potassio. Non va confuso
con sale marino o sale integrale e non è un prodotto dietetico
destinato a particolari categorie di individui.
L’OMS
e il Ministero della Salute consigliano l’uso di sale iodato
a tutta la popolazione, al fine di prevenire o correggere quella
carenza di iodio che è piuttosto diffusa anche in Italia.
Ha lo stesso contenuto di sodio, lo stesso sapore e le stesse caratteristiche
del sale comune: va quindi utilizzato con la stessa moderazione
raccomandata per il sale non iodato.
E’
meglio usare il sale dietetico?
Il sale dietetico è un tipo di sale che contiene meno sodio,
in quanto parte del cloruro di sodio è sostituito da cloruro
di potassio.
L’utilizzo di questo prodotto risponde a specifiche e individuali
necessità, deve pertanto essere suggerito dal proprio medico
curante.
Davide
Ferri - Epidemiologia Descrittiva e Programmazione Sanitaria,
IRCCS "Istituto Nazionale dei Tumori"
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