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08-11 novembre '09
presso Villa Erba
Cernobbio (CO)
ha avuto luogo il

3° Congresso Internazionale sul Cancro

CUOCHIAMOCI
Nella nostra pagina:
"Iniziative d'interesse"..
Un nuovo interessante progetto territoriale
...



 

Dati Epidemiologici sulle Malattie Cardiovascolari
(fonte: ISTAT)

Le malattie del sistema cardiovascolare costituiscono la principale causa di morte nella popolazione italiana e comprendono un’ampia serie di patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni, tra cui l’ipertensione arteriosa, la cardiopatia coronaria e le malattie cerebrovascolari. Queste malattie hanno provocato, solo nel 2003, un totale di 241.692 morti (56% donne), il che corrisponde a circa 41 morti per cause circolatorie ogni 10.000 persone. D’altra parte la mortalità per malattie del sistema cardiovascolare in Italia sono in netta diminuzione e l’Istat ha stimato che il totale delle morti nel 2006 sia stato di circa 221.000 (di cui il 56% donne).

Analizzando la distribuzione per età (Figura 1), si osservano tassi di mortalità al di sotto di 1 decesso ogni 10.000 persone fino ai 34 anni per gli uomini e i 44 anni per le donne. All’aumentare dell’età i tassi diventano sempre più elevati in entrambi i sessi, fino a raggiungere quasi 393 decessi ogni 10.000 uomini e 371 casi ogni 10.000 donne. Nel 2003, il tasso totale di mortalità, standardizzato per età, era di circa 49 decessi su 10.000 uomini e 35 decessi su 10.000 donne.


I tassi di mortalità variano tra le regioni italiane (Figure 2 e 3). Campania e Sicilia riportano i tassi più elevati di mortalità sia per gli uomini che per le donne (oltre 53 decessi su 10.000 uomini e oltre 43 decessi su 10.000 donne). I tassi di mortalità più bassi si osservano in Sardegna per gli uomini (circa 44 su 10.000) e in Veneto ed Emilia Romagna per le donne (circa 31 su 10.000).



La mortalità per malattie del sistema cardiovascolare è diminuita molto negli anni.

Fra gli uomini (Figura 4), il tasso è diminuito di circa il 22% passando da 62,9 nel 1992 a 48,9 decessi su 10.000 nel 2003 e l’Istat stima che il tasso del 2006 sia sceso a 42,1 decessi su 10.000. Le diverse aree italiane sembrano riportare andamenti simili per la mortalità; Sud e Isole mantengono valori più elevati rispetto al Centro e al Nord.

Fra le donne (Figura 5), la diminuzione del tasso di mortalità è stata di circa 24% passando da 45,5 nel 1992 a 35,3 decessi su 10.000 nel 2003 e l’Istat stima che sia sceso a 28,8 decessi su 10.000 nel 2006. La diminuzione della mortalità sembra interessare in modo uniforme le diverse aree geografiche; come per i maschi, il Sud e le Isole riportano valori più elevati rispetto al Nord e al Centro Italia.



Giorgia Randi - Statistica Medica, Biometria e Bioinformatica, Fondazione IRCCS "Istituto Nazionale dei Tumori"



 
 


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