Dati
Epidemiologici sulle Malattie Cardiovascolari
(fonte: ISTAT)
Le
malattie del sistema cardiovascolare costituiscono la principale
causa di morte nella popolazione italiana e comprendono un’ampia
serie di patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni, tra
cui l’ipertensione arteriosa, la cardiopatia coronaria e le
malattie cerebrovascolari. Queste malattie hanno provocato, solo
nel 2003, un totale di 241.692 morti (56% donne), il che corrisponde
a circa 41 morti per cause circolatorie ogni 10.000 persone. D’altra
parte la mortalità per malattie del sistema cardiovascolare
in Italia sono in netta diminuzione e l’Istat ha stimato che
il totale delle morti nel 2006 sia stato di circa 221.000 (di cui
il 56% donne).
Analizzando la distribuzione per età (Figura 1),
si osservano tassi di mortalità al di sotto di 1 decesso
ogni 10.000 persone fino ai 34 anni per gli uomini e i 44 anni per
le donne. All’aumentare dell’età i tassi diventano
sempre più elevati in entrambi i sessi, fino a raggiungere
quasi 393 decessi ogni 10.000 uomini e 371 casi ogni 10.000 donne.
Nel 2003, il tasso totale di mortalità, standardizzato per
età, era di circa 49 decessi su 10.000 uomini e 35 decessi
su 10.000 donne.

I tassi di mortalità variano tra le regioni italiane (Figure
2 e 3). Campania e Sicilia riportano i tassi più
elevati di mortalità sia per gli uomini che per le donne
(oltre 53 decessi su 10.000 uomini e oltre 43 decessi su 10.000
donne). I tassi di mortalità più bassi si osservano
in Sardegna per gli uomini (circa 44 su 10.000) e in Veneto ed Emilia
Romagna per le donne (circa 31 su 10.000).
La mortalità per malattie del sistema cardiovascolare è
diminuita molto negli anni.
Fra gli uomini (Figura 4), il tasso è diminuito
di circa il 22% passando da 62,9 nel 1992 a 48,9 decessi su 10.000
nel 2003 e l’Istat stima che il tasso del 2006 sia sceso a
42,1 decessi su 10.000. Le diverse aree italiane sembrano riportare
andamenti simili per la mortalità; Sud e Isole mantengono
valori più elevati rispetto al Centro e al Nord.
Fra le donne (Figura 5), la diminuzione del tasso
di mortalità è stata di circa 24% passando da 45,5
nel 1992 a 35,3 decessi su 10.000 nel 2003 e l’Istat stima
che sia sceso a 28,8 decessi su 10.000 nel 2006. La diminuzione
della mortalità sembra interessare in modo uniforme le diverse
aree geografiche; come per i maschi, il Sud e le Isole riportano
valori più elevati rispetto al Nord e al Centro Italia.
Giorgia
Randi - Statistica Medica, Biometria e Bioinformatica,
Fondazione IRCCS "Istituto Nazionale dei Tumori" |