Centro Nazionale Prevenzione e Controllo Malattie

 

 





Azioni di Promozione dell'Attività Fisica in Piemonte

(fonte: Dors)

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Nella nostra pagina:
"Iniziative d'interesse"..
Un nuovo interessante progetto territoriale
...



 

“In Italia solo una piccola parte della popolazione adulta pratica attività fisica secondo i livelli minimi raccomandati”

(WHO - “Global strategy on diet, physical activity and health” - 2004)

La mancanza di attività fisica è un fattore di rischio per lo sviluppo di varie malattie croniche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che 1.9 milioni delle morti globali possono essere imputate all’inattività fisica.

Fare attività fisica significa:

- dispendio energetico fondamentale per il bilancio energetico e controllo del peso
- riduzione della probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari
- riduzione della probabilità di sviluppare alcuni tipi di tumore
- riduzione della probabilità di sviluppare diabete di tipo 2

Ma non solo, essere fisicamente attivi consente di trarre benefici sociali e mentali.

L’allenamento fisico genera effetti positivi sulla salute in relazione alla tipologia e alla durata: almeno 30 minuti di regolare attività fisica di moderata intensità per la maggior parte dei giorni riducono il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete, cancro del colon e della mammella. Il rafforzamento dei muscoli e l’addestramento all’equilibrio possono ridurre le cadute e aumentare lo stato funzionale dell’anziano. Inoltre il movimento è necessario per il controllo del peso.

In Europa più del 30% degli adulti non segue la raccomandazione minima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di dedicare 30 minuti al giorno all’attività fisica (Racioppi et al., 2002).
In Italia solo una piccola parte della popolazione adulta pratica attività fisica secondo i livelli minimi raccomandati. Secondo un’indagine nazionale del 1998: il 34% degli uomini e il 46% delle donne tra i 35 e i 74 anni erano sedentari, non dedicando tempo all’attività fisica.

Nel 2002 l’ISTAT ha reso noti i seguenti dati:

Persone che fanno...
TOT
M
F
sport con continuità
20%
24%
16%
sport saltuariamente
10%
13%
8%
attività fisica
29%
28%
29%
nè sport nè attività fisica
41%
35%
47%

Il fenomeno non risparmia i bambini, con una prevalenza media tra le più alte in Europa, con percentuali più elevate al sud. Questi ultimi dati devono particolarmente preoccupare in quanto è dimostrato che un bambino obeso ha elevate probabilità di essere obeso anche da adulto.
Incrementare l’attività fisica è quindi un problema sociale, non solo individuale. Migliorare è possibile, ma solo mediante il coinvolgimento attivo delle Amministrazioni interessate e anche di quella parte della società civile oggi distante dal mondo dell’attività fisica.

Davide Ferri - Epidemiologia Descrittiva e Programmazione Sanitaria, IRCCS "Istituto Nazionale dei Tumori"



 
 


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