Amianto e mesoteliomi. I dati aggiornati sull'amianto e incidenza del mesotelioma in Liguria per gli anni 1994–2006, a cura del COR-ReNaM

Prevenzione in Piemonte. Presentata la bozza del Piano regionale di prevenzione della Regione Piemonte 2010-2012.On line i materiali relativi agli interventi dei relatori

Leucemia Linfoblastica Acuta. START ha aggiornato il capitolo sulla leucemia linfoblastica acuta, con dati epidemiologici, diagnosi e trattamento

Libretti sui tumori.
On line i testi integrali di 33 libretti pubblicati dall'AIMAC per fornire informazioni sulle varie neoplasie e sugli aspetti da affrontare per convivere con la malattia

Introduzione

Pur non essendo ancora in grado di spiegare il motivo per cui una persona si ammala di tumore e un'altra no, si conoscono elementi che ci circondano e caratteristiche della nostra vita che possono aumentare la nostra probabilità di sviluppare un tumore.

Ciò che aumenta la probabilità di una persona di sviluppare una malattia è chiamato "fattore di rischio"; ciò che fa diminuire la probabilità di una persona di sviluppare una malattia è chiamato "fattore protettivo". Solo alcuni fra i fattori di rischio per i tumori possono essere evitati. Per esempio, sebbene si possa scegliere di smettere di fumare, non si può scegliere quali geni ereditare. Prevenzione significa evitare i fattori di rischio e aumentare i fattori protettivi che possono essere controllati, così da ridurre la probabilità di sviluppo di un tumore.

Sebbene molti fattori di rischio si possono evitare, è importante ricordare che ciò non dà la garanzia di non contrarre un tumore e che, allo stesso tempo, molte persone esposte ad un particolare fattore di rischio non sviluppano alcun tumore.

Parlando di prevenzione primaria in oncologia bisogna almeno distinguere 4 grandi aree di interesse:
1. La riduzione dell'esposizione individuale ai fattori endogeni o esogeni che sono considerati o che si suppone essere cancerogeni;
2. L'identificazione di nuovi fattori di rischio endogeni o esogeni;
3. Lo studio del meccanismo di azione di tali fattori di rischio
4. Chemoprevenzione

Focalizzando l'attenzione solo sulla prima area bisogna sottolineare come negli ultimi 50 anni una serie di studi epidemiologici, partendo dalla stima che il 70-80% dei casi oncologici siano attribuibili a fattori esogeni, hanno individuato numerosi cancerogeni e hanno anche indicato come questi possano essere eliminati o controllati attraverso adeguate azioni di prevenzione.

Inoltre in ciascun stato europeo le differenze economiche, sociali, geografiche, culturali e politiche hanno determinato differenti attitudini nei confronti dell’esposizione ai cancerogeni. Queste differenze si possono riscontrare in ciascuna delle due tipologie di prevenzione:


Per elencare i principali fattori di rischio dei tumori si può fare riferimento a questi grandi gruppi:

Stili di vita
- Fumo attivo e fumo passivo
- Alcol
- Attività fisica
- Dieta
- BMI

Rischio ambientale
- Inquinamento amtmosferico
- Radon

Rischio occupazionale
- Amianto
- Aflatossine
- Benzene
- Ammine aromatiche

Infezioni
- Papilloma virus umano (HPV)
- Epatite B e C
- HIV
- Helicobacter pylori
- Virus Epstein-Barr (EBV)

ultimo aggiornamento: gennaio 2009
Istituto Nazionale Tumori - Milano
Istituto Superiore di Sanità - Roma
Start Oncology
Associazione Italiana Registri Tumori
Associazione Italiana di Oncologia Medica
Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro - Genova
Centro di Riferimento Oncologico - Aviano
Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica - Firenze
Fondazione Pascale - Napoli
Istituto Europeo Oncologico - Milano
Osservatorio Italiano Cure Palliative
Federazione Italiana Associazioni di Volontariato in Oncologia
Osservatorio Nazionale sulla salute 
              della Donna
Aderiamo allo standard HONcode per l'affidabilitą dell'informazione medica

 

 

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