GLOBOCAN 2008. Le più recenti stime di incidenza, mortalità e prevalenza dei tumori, per sesso e sede tumorale, per tutti i Paesi del mondo

Relazioni convegno. Sono on line le presentazioni della 35a Riunione del Gruppo per l'Epidemiologia e la Registrazione del cancro nei paesi di Lingua Latina (GRELL)

Leucemie infantili. Rapporto su un cluster di leucemie
infantili a Milano nel periodo
dicembre 2009-gennaio 2010

Consulti oncologici. Presentati i risultati dei primi sette mesi di attività del Centro di counseling oncologico regionale


A che punto siamo?

A cura del Dr. Renato Talamini - Responsabile della Struttura Operativa Semplice di Epidemiologia clinica e valutativa (dirigente biologo) CRO Aviano
in collaborazione con il GO Fattori di Rischio

L’Epatite B (HBV) è una infezione comune, il cui modo di trasmissione varia secondo l’età. I neonati sono infettati alla nascita dalle madri portatrici; i bambini sono infettati per stretto contatto (solitamente genitori); negli adulti, invece, la trasmissione avviene prevalentemente per via sessuale (la più importante), tossicodipendenza e iatrogena.

Nel mondo circa 2.000 milioni di persone hanno una evidenza sierologica di infezione da HBV, e circa 350 milioni di loro sono portatori cronici del virus.
Studi scientifici hanno dimostrato che i portatori cronici di HBV (positivi al test di HBsAg nel siero) hanno un rischio di sviluppare un tumore del fegato da 5 a 100 volte maggiore dei non portatori; ed è stato stimato che la cronicità dell’infezione è responsabile del 60% dei casi di tumore primitivo del fegato nel mondo, con punte del 67% dei casi nei Paesi in via di sviluppo.

L'infezione da virus dell'Epatite C (HCV) è la causa più frequente di malattia cronica del fegato nel mondo occidentale; in Italia il virus C da solo o con altri fattori (alcool, HBV) è presente nel 60-70% delle cirrosi e dei tumori del fegato. Inoltre il virus dell’Epatite C (HCV) è la principale causa di trasmissione di epatite tra genitori e figli. La maggior parte di queste infezioni è clinicamente indolente, ma circa la metà delle infezioni acute diventa malattia cronica del fegato, e circa il 20% di queste diventa cirrosi.

Una forte associazione con il tumore al fegato è stata riportata in molti studi caso-controllo tra i soggetti HBsAg negativi (rischio relativo di circa 20), mentre circa il 25% dei casi di tumore del fegato nel mondo possono essere attribuiti al virus HCV.

Infine una meta-analisi ha mostrato una interazione dei due virus (HBV e HCV) nel determinare il rischio di tumore del fegato.

Referenze

IARC Working Group on the Evaluation of Carcinogenic Risk to Humans,, IARC Monographs on the evaluation of the carcinogenic risks to humans, Hepatitis viruses, Vol. 59, International Agency for Research on Cancer, Lyon, (1994b).
Talamini R, Montella M, Crovatto M, Dal Maso L, Crispo A, Negri E, Spina M, Pinto A, Carbone A, Franceschi S. Non-Hodgkin's lymphoma and hepatitis C virus: a case-control study from northern and southern Italy. Int J Cancer, 110(3):380-5 (2004)

 

Revisori:
Dr. Arduino Verdecchia - Dirigente di ricerca - Istituto Superiore di Sanità
Dr.ssa Milena Sant - Responsabile Struttura Semplice Epidemiologia Analitica - Istituto Nazionale Tumori, Milano
ultimo aggiornamento: gennaio 2006

Istituto Nazionale Tumori - Milano
Istituto Superiore di Sanità - Roma
Start Oncology
Associazione Italiana Registri Tumori
Associazione Italiana di Oncologia Medica
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Centro di Riferimento Oncologico - Aviano
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Fondazione Pascale - Napoli
Istituto Europeo Oncologico - Milano
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