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News
Dal sito 'Epicentro'
Il
manuale dell’Oms sull’esposizione al radon
in ambienti chiusi
23 settembre 2009 – Il radon provoca un incremento
di rischio di tumore polmonare statisticamente significativo
anche per esposizioni relativamente basse e interagisce
marcatamente con il fumo di sigaretta esponendo a un
più alto rischio di tumore al polmone i soggetti
che consumano o hanno consumato tabacco. È quanto
emerge da “Who Handbook on Indoor Radon. A Public
Health Perspective", il documento elaborato nell’ambito
del progetto dell’Oms "International Radon
Project" e a cui hanno partecipato oltre 100 esperti
di 35 Paesi di diversi continenti. Scarica
il manuale
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Le conoscenze scientifiche
e le novità normative su questa sostanza cancerogena sono
ora disponibili sul sito del Centro Nazionale di Epidemiologia.
Leggi
l'approfondimento
La legislazione italiana prende in considerazione
i rischi da esposizione al radon soltanto per quanto concerne i
luoghi di lavoro, mentre per quanto riguarda le abitazioni, si può
fare riferimento a raccomandazioni della Comunità Europea.
Per quanto riguarda gli ambienti di lavoro, l’Italia
ha recentemente introdotto una disciplina per gli ambienti di lavoro
con il Decreto
Legislativo n. 241/00, ad integrazione del precedente Decreto
Legislativo n. 230/95 in materia di radiazioni ionizzanti. Il decreto
n. 241 ha recepito la direttiva
96/29/Euratom del 1996 in materia di protezione sanitaria della
popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni
ionizzanti.
Il
D. M. del 27 aprile 2004 riscrive l’elenco delle malattie
di origine lavorativa o meglio l’elenco delle malattie per
le quali i medici hanno l’obbligo di effettuare una denuncia
al magistrato, qualora ritengano che dette malattie siano il risultato
della nocività presente in ambiente lavorativo. Tutte le
malattie incluse in questo elenco
devono essere denunciate all’Organo di Vigilanza nonché
all’INAIL.
Le malattie sono incluse in tre elenchi:
- Lista 1 Malattie di origine lavorativa con elevata probabilità;
- Lista 2 Malattie di origine lavorativa con limitata probabilità;
- Lista 3 Malattie di origine lavorativa possibile.
La Lista 1 costituirà la base per ridefinire
l’elenco delle malattie professionali riconosciute in Italia,
ossia l’elenco sul quale si basa l’INAIL per accogliere
o respingere il nesso causale tra determinate malattie denunciate
dai lavoratori e mansioni da questi svolte. In questa Lista, fra
le malattie di origine lavorativa con elevata probabilità,
nel Gruppo 6 “Tumori Professionali”, si trova la voce
che riguarda i tumori polmonari causati dal radon e suoi prodotti
del decadimento.
Per quanto riguarda le abitazioni, in Italia non
esiste una normativa specifica per l’esposizione al radon
della popolazione nelle abitazioni. Ci si può riferire alla
Raccomandazione europea 90/143/Euratom
del 1990 : in essa si consiglia, per gli edifici residenziali esistenti,
un intervento nel caso dei superamenti della soglia di 400 Bq/m3
(Bequerel per metro cubo), mentre per gli edifici in fase di progetto
la soglia è di 200 Bq/m3. Anche per le acque destinate ad
uso potabile esistono Raccomandazioni della Comunità europea
contenute nella
direttiva 928/01.
Recentemente è stato inoltre emanato un
testo a cura del Coordinamento delle Regioni e Province Autonome
sulle modalità di misura del radon in aria dal titolo “Linee
Guida per le misure di concentrazione di radon in aria nei luoghi
di lavoro sotterranei”.
L'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza
del lavoro (ISPESL) è organo tecnico-scientifico del Servizio
sanitario nazionale, del quale il Ministero della Salute, le regioni,
le Aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere si avvalgono
nell'esercizio delle attribuzioni conferite dalla normativa vigente.
L'ISPESL espleta funzione di consulenza relativa al monitoraggio
del radon e ha redatto un Vademecum
relativo all’attività svolta.
Nel 2001 sono state pubblicate le “Linee
Guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti
confinati”, un documento generale per fornire indicazioni
tecnico-scientifiche relativamente al problema dell’inquinamento
indoor; tale documento nasce dall’accordo tra il Ministero
della Salute, le regioni e le province autonome.
| Revisore: |
Prof Benedetto Terracini
- Professore di Biostatistica, Università di Torino |
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