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Da dove proviene il radon?
Il radon è un gas prodotto dall’uranio
e che si trova in piccole quantità in tutti i tipi di terra
e di roccia. Viene emesso dal suolo e può accumularsi negli
spazi chiusi, come nelle case o nei luoghi di lavoro attraverso
fessure invisibili nel pavimento, incassi tra fondamenta e pareti,
passaggi per elettricità, idraulica, riscaldamento e altro.
La quantità di radon nel suolo varia a seconda della composizione
delle rocce locale. In minore quantità può essere
emesso sia dai materiali di costruzione delle abitazioni che dell’acqua
di sorgente.
Quali sono gli effetti del radon?
Il radon è un gas inerte ed elettricamente
neutro, per cui non reagisce con altre sostanze. Di conseguenza,
così come viene inspirato, viene espirato. Tuttavia è
anche radioattivo, ossia si trasforma in altri elementi, chiamati
prodotti di decadimento del radon o più generalmente "figli".
Questi si attaccano alle particelle presenti in aria che possono
essere inalate e fissarsi sulle superfici dei tessuti polmonari.
Gli atomi, così depositati, sono ancora radioattivi ed emettono
radiazioni alfa che possono danneggiare le cellule.
I danni prodotti sono generalmente riparati dai meccanismi biologici.
In alcuni casi uccidono le cellule, ma esiste anche la probabilità
che il danno cellulare sia di tipo degenerativo e che la cellula
mantenga la sua capacità di riproduzione entrando a far parte
di un processo cancerogeno. Fino ad oggi non sono stati dimostrati
altri effetti diversi dal tumore polmonare.
Fondamentale importanza assume la combinazione tra fumo di tabacco
e esposizione al radon. Per i fumatori il rischio assoluto di un
tumore polmonare causato dal radon viene considerato 15-20 volte
superiore rispetto al rischio per i non fumatori.
Cosa fare per evitare gli effetti del
radon?
- Areare spesso le stanze per evitare l’accumulo
di radon in ambiente chiuso;
- Smettere di fumare, il fumo e la presenza di radon moltiplicano
le probabilità di contrarre malattie tumorali;
- Richiedere interventi di misurazione e di bonifica da parte di
operatori specializzati.
In quali regioni è maggiore il
rischio di essere esposti al radon?
Come si può notare nella Figura seguente,
il problema radon è presente maggiormente nelle regioni italiane
densamente abitate come Lombardia, Lazio con 100-120 Bq/m3 e Campania
e inoltre nel Friuli con 80-100 Bq/m3. Nelle altre regioni si rileva
un livello di radon compreso tra 20 e 80 Bq/m3 (Indagine nazionale
sulla radioattività naturale nelle abitazioni dell'Istituto
Superiore di Sanità, studi del dr. Bochicchio). La quantità
di radon nel suolo varia a seconda della geologia locale, e la sua
concentrazione dipende da molti fattori: dalla presenza di uranio
e radio nel suolo e nei materiali da costruzione, dalla permeabilità
del suolo e dalle abitudini di vita. Questo spiega perché
i livelli del radon sono più elevati in alcune zone e più
bassi in altri.
Tra gli anni ‘80 e ‘90 è stata realizzata
dall’APAT (Agenzia per la protezione dell’ambiente
e per i servizi tecnici), dall’Istituto Superiore della
Sanità e dai Centri Regionali di Riferimento della Radioattività
Ambientale degli assessorati regionali alla Sanità (ARPA
e APPA), un’indagine nazionale sulla esposizione al radon
nelle abitazioni. Il valore della concentrazione media è
risultato: 70 Bq/m3. Valore relativamente elevato rispetto alla
media mondiale valutata intorno a 40 Bq/m3 e a quella europea
di circa 59 Bq/m3. La stessa APAT ha pubblicato le “Linee
Guida per le misure di radon in ambienti residenziali”.
| Revisore: |
Prof Benedetto Terracini
- Professore di Biostatistica, Università di Torino |
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