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Rischio
ambientale
Tra i numerosi fattori che influenzano la salute
umana, un ruolo di primo piano è sicuramente rivestito dall’ambiente.
Infatti, la salute del singolo e della collettività risente
degli squilibri ambientali.
L’inquinamento
atmosferico è un noto fattore di rischio per la salute;
in tale ambito, un ruolo rilevante è rappresentato dall’inquinamento
da polveri fini (dimensioni minori a 10µ, PM10) costituito
da polvere, fumo, microgocce di inquinanti liquidi trasportati dal
vento. Le fonti di emissione di questa frazione fine in aree urbane
derivano soprattutto dal traffico autoveicolare ma anche dai fenomeni
naturali di erosione del suolo, dalla presenza di pollini e spore
e dalle emissioni industriali. Gli effetti maggiori sulla salute
possono essere sintetizzati in danni sull’apparato respiratorio
di tipo acuto (fenomeni irritativi ed infiammatori) e di tipo cronico-degenerativo
(infiammatori cronici, mutageni e carcinogenetici).
I potenziali effetti sanitari dei campi elettromagnetici
(C.E.M.) di origine artificiale sono stati oggetto di interesse
scientifico fin dalla fine del 1800 ed hanno ricevuto particolare
attenzione negli ultimi 30 anni da parte dei ricercatori così
come di gran parte della popolazione. Infatti, nonostante si tratti
di radiazioni troppo deboli per rompere i legami che tengono unite
le cellule (e pertanto definite non ionizzanti, N.I.R.), l’esposizione
a campi elettromagnetici provoca nel corpo umano e nelle sue cellule
sia effetti biologici (non necessariamente dannosi per la salute),
sia effetti propriamente sanitari con danni alla salute (alcuni
dei quali noti, altri non sufficientemente dimostrati) ed al benessere
degli individui esposti.
Il Radon
è un gas naturale chimicamente inerte (non reagisce con altre
sostanze infatti così come viene inspirato, viene espirato),
che si sviluppa dal decadimento radioattivo dell’uranio nella
crosta terrestre. Purtroppo l’inalazione dell’aria che
contiene radon o suoi derivati, comporta l’esposizione delle
cellule dell’epitelio bronchiale a radiazioni ionizzanti.
La IARC ha classificato il radon tra i cancerogeni di gruppo 1,
cioè tra quelle sostanze che, sulla base di studi condotti
sugli esseri umani, evidenziano un effetto cancerogeno. La maggior
parte dell’esposizione al radon avviene in ambienti chiusi,
specialmente all’interno delle case, dove la fonte principale
delle radiazioni è rappresentata dal sottosuolo ed è
inoltre, stato osservato che i tumori del polmone indotti dal radon
insorgono più facilmente, ma non esclusivamente, nei soggetti
fumatori o ex-fumatori.
| News
Ambiente
e salute. In occasione della Quinta Conferenza Ministeriale
su Ambiente e Salute, l’Oms Europa ha realizzato
due studi sulla situazione ambientale nella
Regione Europea OMS negli ultimi venti anni
e sulle diseguaglianze nell’esposizione ai rischi
ambientali
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