Rischio occupazionale
La prevenzione primaria dei tumori è associata in larga
misura all’attribuzione dei rischi che viene effettuata
solo quando si hanno a disposizione informazioni sicure che permettono
di distinguere fra rischi di diversa rilevanza e di proporre priorità
d’intervento.
Per quanto riguarda i tumori, la lista di riferimento è
quella basata sulle valutazioni fatte dalla International Agency
for Research on Cancer (IARC).
La IARC valuta la possibile cancerogenicità di agenti ed
esposizioni complesse e li assegna a gruppi diversi a seconda
del livello di evidenza scientifica disponibile.
Il gruppo 1 (cancerogeni umani accertati) contava alla fine del
2005 (sulla base degli 85 volumi di Monografie gia stampati e
dei 4 volumi completati, in corso di stampa) 95 fra composti singoli,
miscele complesse ed esposizioni lavorative, il gruppo 2A (probabili
cancerogeni umani) ne contava 65, il gruppo 2B (possibili cancerogeni
umani) ne contava 240, mentre il gruppo 3 (non classificabili
per la cancerogenicità nell’uomo) ne contava 608.
C’era poi anche un gruppo 4 (probabilmente non cancerogeni
per l’uomo) abitato da un solo composto.
Anche non considerando i gruppi 3 e 4 si ha comunque una lista
che include un totale di 403 fra composti chimici, miscele ed
esposizioni complesse per le quali, scendendo dal gruppo 1 al
2A e al 2B, esistono livelli decrescenti di evidenza scientifica
per il cancro negli uomini.
La difficoltà di trovare evidenze scientifiche per determinati
composti deriva dalla complessità di dimostrare l’interazione
biologica tra composto e uomo e di ottenere prove scientifiche
tra esposizione e malattia. L’appartenenza a un gruppo piuttosto
che ad un altro dipende spesso dal livello di complessità
delle evidenze raccolte.
Nel campo occupazionale questa complessità aumenta perché
spesso è necessario considerare non solo l’esposizione
a un solo agente ma a più agenti contemporaneamente. Documentare
la cancerogenicità di tali esposizioni lavorative è
conseguentemente un’attività molto complessa che
a volte richiede decenni.
L’assegnazione di un agente ai vari gruppi proposti dalla
IARC ha poi conseguenze
importanti nella determinazione dei rischi attribuibili e nella
estensione della prevenzione primaria. Vengono infatti considerati
attribuibili principalmente, se non esclusivamente, i rischi che
si riferiscono agli agenti inclusi nei gruppi 1 e 2°. L’incertezza
gioca quindi a sfavore della cautela e della efficacia della prevenzione
primaria.
Fonte: L. Tomatis. Come dovrebbe cambiare la prevenzione primaria.
Epidemiologia & prevenzione 2005; 29(5-6) Suppl: 8-12
Amianto
Tra le malattie professionali, l'esposizione all’amianto
è senza dubbio la più pericolosa, provocando gravi
danni alla salute come mesoteliomi e carcinomi polmonari. Il preambolo
della Dichiarazione
di Bruxelles, adottata durante la Conferenza europea sull’Amianto
del 22-23 settembre 2005, recita: "L’amianto rimane
la causa principale di tumore dovuto ad attività professionali
tra i lavoratori in Europa. Prodotti in amianto nelle abitazioni,
negli edifici commerciali e nelle infrastrutture in Europa e rifiuti
contenenti amianto nel nostro ambiente continuano a causare livelli
di malattie e mortalità senza precedenti".
Altre informazioni
Prevenzione primaria dei
tumori. Obiettivi - Progetto prevenzione e riduzione tabagismo
in Piemonte - Abitudini alimentari - Tumori occupazionali. Capitolo
contenuto nella "Relazione sanitaria sull’oncologia in
Piemonte: aspetti epidemiologici". Scarica
il documento