GLOBOCAN 2008. Le più recenti stime di incidenza, mortalità e prevalenza dei tumori, per sesso e sede tumorale, per tutti i Paesi del mondo

Relazioni convegno. Sono on line le presentazioni della 35a Riunione del Gruppo per l'Epidemiologia e la Registrazione del cancro nei paesi di Lingua Latina (GRELL)

Leucemie infantili. Rapporto su un cluster di leucemie
infantili a Milano nel periodo
dicembre 2009-gennaio 2010

Consulti oncologici. Presentati i risultati dei primi sette mesi di attività del Centro di counseling oncologico regionale


Informazioni

 

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I dati aggiornati sull'amianto e incidenza del mesotelioma in Liguria per gli anni 1994–2006, a cura del COR-ReNaM. Incidenza Tassi

In Italia le prime denunce relative alla pericolosità dell’amianto si possono far risalire al Governo Sabaudo. In effetti in data 14 Giugno 1909 il Regio Decreto n. 442 denunciava chiaramente la pericolosità dell’amianto in ambiente di lavoro per donne e bambini e raccomandava precise norme igieniche. Successivamente il DPR n. 303 del 1956, relativo alle norme generali per l’igiene del lavoro, prevedeva la non esposizione a polveri per i lavoratori e l’informazione sui rischi cui erano esposti.
Inoltre, la Legge n. 833 del 1978, relativa all’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, all’art 20 prevedeva servizi di prevenzione tra i quali l’individuazione, ed il controllo dei fattori di nocività, di pericolosità e di deterioramento negli ambienti di vita e di lavoro e misure atte a limitare ogni fattore di rischio.

La Legge italiana n. 257 del 1992 e la Direttiva Europea n. 77 del 26/07/1999 hanno bandito estrazione, importazione, esportazione e commercializzazione dell’amianto in tutte le sue forme. Prima del bando i lavoratori italiani esposti ad amianto erano tra i 300.000 e i 600.000 mentre, in anni più recenti, si stima è che essi siano 70-80.000, principalmente nel settore dell’edilizia (Mirabelli D., Kauppinen T. 2005).

A fronte delle stime (peraltro attendibili) di almeno duemila casi di tumori annui causati da pregresse esposizioni lavorative ad amianto, in anni recenti quelli riconosciuti come indennizzabili da parte dell’INAIL, pur essendo in aumento, rimangono contenuti in poche centinaia.

La legislazione italiana non prevede nessuna tutela per la popolazione che ha subito l’effetto cancerogeno dell’amianto in circostanze di esposizione non lavorativa.

L’articolo 4 della Legge 257/92, prevedeva la creazione di una “Commissione Nazionale Amianto” presso il Ministero della salute che attualmente è insediata presso il Ministero della Salute. L’attività della Commissione, finora svolta a partire da novembre 1992, ha riguardato principalmente:
- una prima fase di ricerca iniziale sul trattamento dell’amianto da smaltire una volta rimosso;
- la stesura di documenti tecnici su valutazione, contenimento e eliminazione del rischio derivante dalla presenza dei materiali contenenti amianto, in forma friabile e/o compatta, in particolare nei luoghi di interesse collettivo (edifici pubblici o aperti al pubblico, mezzi di trasporto terrestri e navali etc.). Tali documenti tecnici sono stati adottati, successivamente, nelle norme attuative della Legge 257/92.

Oltre alla Legge 257/92, sono stati emanati alcuni decreti e circolari applicative con l'obiettivo di gestire il potenziale pericolo derivato dalla presenza di amianto negli edifici, manufatti e coperture.

Protocollo d'intesa ASL Città di Milano, Comune di Milano e ARPA per lo smaltimento dell'amianto

Il Comune di Milano, in collaborazione con la A.S.L. Città di Milano e A.R.P.A., ha dato vita ad una importante iniziativa in materia di bonifica amianto. Dato la diffusione nella nostra città di manufatti contenenti amianto, del contributo che questi apportano all’inquinamento dell’aria che respiriamo e delle difficoltà di censimento dei siti contaminati, il Comune ha effettuato una rilevazione aereofotogrammetrica con la quale sono stati censiti numerosi siti in cui sono presenti coperture in cemento–amianto. A seguito di ciò, è stato elaborato un accordo con le associazioni di categoria più coinvolte in questo problema per l’individuazione e l’adesione ad iniziative finalizzate alla realizzazione di una bonifica razionale e pianificata.

Il protocollo d’intesa siglato il 19 dicembre 2002 prevede: la costituzione di un elenco di imprese scoibentatrici che eseguono lavori di bonifica a prezzi calmierati, nel rispetto delle norme di sicurezza e igiene del lavoro, evitando la catena di subappalti e garantendo il corretto smaltimento dei materiali di risulta; l’adesione volontaria dei proprietari di manufatti contenenti amianto al piano di bonifica; un servizio garantito da AMSA di rimozione e smaltimento di piccoli manufatti (fioriera, lastra di eternit di piccole dimensioni, pannelli per stufe, ecc.) offerto gratuitamente ai cittadini. La realizzazione di questo piano, che prenderà avvio dal 02 maggio 2003 e avrà una durata di 10 anni, avverrà con la supervisione e il controllo del Comune, del Servizio P.S.A.L. dell’A.S.L. Città di Milano e di A.R.P.A., anche attraverso verifiche sullo stato di conservazione dei manufatti censiti.
Testo tratto dal sito dell'Azienda Sanitaria Locale Città di Milano Dipartimento di prevenzione, Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro

Data ultimo aggiornamento: 9 marzo 2006
Revisore: Dr. Gemma Gatta

Link utili:

Guida tumori: Il mesotelioma. Chi è a rischio, tipologie, sintomi, prevenzione e cure del “cancro da amianto”. A cura dell'AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

Dichiarazione di Bruxelles 22–23 settembre 2005

Direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro

Legislazione Nazionale, Legislazione Regionale, Comunità Europea

Registro Nazionale dei mesoteliomi

ultimo aggiornamento: dicembre 2009

Istituto Nazionale Tumori - Milano
Istituto Superiore di Sanità - Roma
Start Oncology
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