Gli effetti sulla salute causati dall'inquinamento atmosferico nelle città italiane. Studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/Europe)
Da diversi decenni ormai è provato che l'inquinamento atmosferico è causa di effetti nocivi sulla salute, dai sintomi respiratori fino ad arrivare ai decessi da malattie cardiopolmonarie e al tumore al polmone. Questi effetti sono associati all'esposizione, a breve e a lungo termine, ai livelli abitualmente registrati tra la popolazione dei centri urbani in tutto il mondo.
La media dei livelli di PM10 nelle città italiane nel periodo 2002-2004 è passato dai 26.3 ai 61.1 mg/m3. L'impatto dell'inquinamento dell'aria sulla salute umana è allarmante: 8220 decessi all'anno, in media, sono attribuibili alle concentrazioni di PM10 superiori ai 20 mg/m3. Questo corrisponde al 9% della mortalità per tutte le cause (esclusi gli incidenti) in una popolazione sopra i 30 anni di età. L'impatto della mortalità a breve termine è di 1372 decessi, cioè 1.5% della mortalità totale nell'intera popolazione. Anche i livelli dell'ozono nell'atmosfera destano preoccupazione: l'impatto dell'ozono a concentrazioni superiori ai 70 mg/m3 è stimato dello 0.6% di tutte le cause di morte.
Sono queste le stime pubblicate dall'Ufficio regionale dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS/Europe)
nel nuovo rapporto sull'inquinamento nelle città italiane, tornando ad
occuparsi della situazione italiana dopo il precedente studio condotto sulle
più grandi città italiane. Viene così confermato il dato
proveniente da diverse indagini condotte in tutto il mondo: nelle grandi città
dei paesi industrializzati, un considerevole numero di patologie e decessi sono
causati dall'inquinamento atmosferico, pertanto è necessaria una drastica
riduzione dell'emissione proveniente dai veicoli a motore (la fonte principale
di PM10).
PM10 e ozono
in 13 città italiane 2006 (in inglese)
Inquinamento
atmosferico nelle più grandi città italiane (in inglese)
L'OMS Europe ha inoltre coordinato un grande studio europeo, HEARTS, condotto da un consorzio internazionale di istituti di ricerca internazionali. HEARTS fornisce una metodologia per stimare gli effetti sulla salute causati dall'inquinamento atmosferico, dal rumore e dagli incidenti stradali, e uno strumento per integrare la valutazione degli effetti sulla salute effettuata dalle politiche locali sui trasporti e sulll'uso del territorio. Lo studio prende in esame in particolare il caso studio condotto a Firenze, basato sul monitoraggio dell'esposizione a rumore e inquinamento atmosferico, esponendo due scenari, uno per il 2003 (situazione attuale) e uno per il 2010 (situazione dopo l'introduzione di una nuova politica per il traffico). Le stime per il 2010 indicano che il programma politico futuro dovrebbe comportare una diminuizione del volume dei trasporti del 15% per le auto private e del 1.6% per il trasporto pubblico. In termini di emissioni, dovrebbe essere attuata una riduzione di PM10 del quasi 40% e una conseguente riduzione di 129 morti premature all'anno tra gli adulti.
Più del 24% delle malattie nel mondo sono causate
da fattori di rischio ambientale e potrebbero essere facilmente evitate
mendiante interventi di prevenzione più incisivi. Il rapporto che l'OMS
Europe ha presentato lo scorso 16 giugno a Ginevra stima che più
del 33% delle patologie in bambini sotto i cinque anni è causato da fattori
ambientali. Prevenendo tali rischi, si potrebbero salvare almeno quattro
milioni di vita all'anno, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
Leggi e scarica il rapporto
Progetto
HEARTS: inquinamento dei trasporti (in inglese)
Per fornire maggiori informazioni e approfondimenti, l'OMS/Europe ha creato Healthy environments for healthy people, un sito web su ambiente e salute, fornendo informazioni su attività, documenti, notizie ed eventi.