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In Italia le prime denunce relative alla pericolosità
dell’amianto si possono far risalire al Governo Sabaudo. In effetti in
data 14 Giugno 1909 il Regio Decreto n. 442 denunciava chiaramente la pericolosità
dell’amianto in ambiente di lavoro per donne e bambini e raccomandava
precise norme igieniche. Successivamente il DPR
n. 303 del 1956, relativo alle norme generali per l’igiene del lavoro,
prevedeva la non esposizione a polveri per i lavoratori e l’informazione
sui rischi cui erano esposti.
Inoltre, la Legge
n. 833 del 1978, relativa all’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale,
all’art 20 prevedeva servizi di prevenzione tra i quali l’individuazione,
ed il controllo dei fattori di nocività, di pericolosità e di
deterioramento negli ambienti di vita e di lavoro e misure atte a limitare ogni
fattore di rischio.
La Legge italiana n. 257 del 1992 e la Direttiva Europea n. 77 del 26/07/1999 hanno bandito estrazione, importazione, esportazione e commercializzazione dell’amianto in tutte le sue forme. Prima del bando i lavoratori italiani esposti ad amianto erano tra i 300.000 e i 600.000 mentre, in anni più recenti, si stima è che essi siano 70-80.000, principalmente nel settore dell’edilizia (Mirabelli D., Kauppinen T. 2005).
A fronte delle stime (peraltro attendibili) di almeno duemila casi di tumori annui causati da pregresse esposizioni lavorative ad amianto, in anni recenti quelli riconosciuti come indennizzabili da parte dell’INAIL, pur essendo in aumento, rimangono contenuti in poche centinaia.
La legislazione italiana non prevede nessuna tutela per la popolazione che ha subito l’effetto cancerogeno dell’amianto in circostanze di esposizione non lavorativa.
L’articolo 4 della Legge 257/92, prevedeva la creazione
di una “Commissione
Nazionale Amianto” presso il Ministero
della salute che attualmente è insediata presso il Ministero della
Salute. L’attività della Commissione, finora svolta a partire da
novembre 1992, ha riguardato principalmente:
- una prima fase di ricerca iniziale sul trattamento dell’amianto da smaltire
una volta rimosso;
- la stesura di documenti tecnici su valutazione, contenimento e eliminazione
del rischio derivante dalla presenza dei materiali contenenti amianto, in forma
friabile e/o compatta, in particolare nei luoghi di interesse collettivo (edifici
pubblici o aperti al pubblico, mezzi di trasporto terrestri e navali etc.).
Tali documenti tecnici sono stati adottati, successivamente, nelle norme attuative
della Legge 257/92.
Oltre alla Legge 257/92, sono stati emanati alcuni decreti e circolari applicative con l'obiettivo di gestire il potenziale pericolo derivato dalla presenza di amianto negli edifici, manufatti e coperture.
Protocollo d'intesa ASL Città di Milano, Comune
di Milano e ARPA per lo smaltimento dell'amianto
Il Comune di Milano, in collaborazione con la A.S.L. Città di Milano
e A.R.P.A., ha dato vita ad una importante iniziativa in materia di bonifica
amianto. Dato la diffusione nella nostra città di manufatti contenenti
amianto, del contributo che questi apportano all’inquinamento dell’aria
che respiriamo e delle difficoltà di censimento dei siti contaminati,
il Comune ha effettuato una rilevazione aereofotogrammetrica con la quale sono
stati censiti numerosi siti in cui sono presenti coperture in cemento–amianto.
A seguito di ciò, è stato elaborato un accordo con le associazioni
di categoria più coinvolte in questo problema per l’individuazione
e l’adesione ad iniziative finalizzate alla realizzazione di una bonifica
razionale e pianificata.
Il protocollo d’intesa siglato il 19 dicembre 2002 prevede:
la costituzione di un elenco di imprese scoibentatrici che eseguono lavori di
bonifica a prezzi calmierati, nel rispetto delle norme di sicurezza e igiene
del lavoro, evitando la catena di subappalti e garantendo il corretto smaltimento
dei materiali di risulta; l’adesione volontaria dei proprietari di manufatti
contenenti amianto al piano di bonifica; un servizio garantito da AMSA di rimozione
e smaltimento di piccoli manufatti (fioriera, lastra di eternit di piccole dimensioni,
pannelli per stufe, ecc.) offerto gratuitamente ai cittadini. La realizzazione
di questo piano, che prenderà avvio dal 02 maggio 2003 e avrà
una durata di 10 anni, avverrà con la supervisione e il controllo del
Comune, del Servizio P.S.A.L. dell’A.S.L. Città di Milano e di
A.R.P.A., anche attraverso verifiche sullo stato di conservazione dei manufatti
censiti.
Testo tratto dal sito dell'Azienda
Sanitaria Locale Città di Milano Dipartimento di prevenzione, Servizio
prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro
Data ultimo aggiornamento: 9 marzo 2006
Revisore: Dr. Gemma Gatta
Link utili:
Guida tumori: Il mesotelioma. Chi è a rischio, tipologie, sintomi, prevenzione e cure del “cancro da amianto”. A cura dell'AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro
Dichiarazione di Bruxelles 22–23 settembre 2005
Legislazione Nazionale, Legislazione Regionale, Comunità Europea