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Fattori di rischio

Stili di vita: alcol

Una convincente evidenza epidemiologica mostra che le bevande alcoliche aumentano il rischio di tumori della cavità orale, della faringe, della laringe e del carcinoma dell’esofago proporzionalmente alla quantità consumate, ed inoltre è responsabile della cirrosi epatica e dei tumori primitivi del fegato, come anche le infezioni croniche di epatiti B o C, specie negli anziani.

La combinazione del consumo di alcol e del fumo di sigaretta incrementa il rischio di questi tumori con un effetto moltiplicativo. Tuttavia il consumo di alcol, anche in assenza del fumo di sigaretta, aumenta sia il rischio dei tumori del tratto superiore delle vie aero-digestive. Il rischio relativo di queste neoplasie è di circa 10-100 volte maggiore nei soggetti che bevono e fumano pesantemente, infatti, nel caso di totale astinenza dal bere e dal fumare, l’incidenza di tumori del cavo orale, della faringe, della laringe e del tumore dell’esofago è estremamente bassa.

Un possibile cancerogeno presente nelle bevande alcoliche è l’acetaldeide, il primo metabolita dell’etanolo (molecola che si forma durante un processo chimico nell’organismo umano). E’ stato ipotizzato che l’etanolo può essere convertito in acetaldeide nella saliva per poi danneggiare direttamente la mucosa delle vie aerodigestive superiori.

L’alcol potrebbe agire come cancerogeno attraverso vie o meccanismi diversi: (i) aumentando la permeabilità delle mucose ad altri cancerogeni; (ii) interferendo sia sistematicamente che localmente sugli enzimi coinvolti nel metabolismo dei cancerogeni contenuti nel fumo di tabacco; (iii) aumentando l’effetto tossico e/o ossidativo direttamente sulla mucosa epiteliale.  

E’ noto inoltre come nello stile di vita dei forti consumatori di bevande alcoliche spesso si associno anche altri fattori di rischio, ad esempio una dieta povera di frutta e verdura, con conseguente scarso apporto di sostanze antiossidanti in grado di prevenire i tumori.

Il consumo di bevande alcoliche è anche associato al rischio di un tumore primitivo del fegato in pazienti con cirrosi epatica, patologia degenerativa cronica prevalentemente dovuta all’eccesso di alcol. Inoltre, è stato evidenziato che l’associazione tra bevande alcoliche e tumore del fegato è rilevante tra i fumatori e i soggetti cronicamente infetti da virus dell’epatite C (HCV).

Alcuni studi hanno mostrato una debole o moderata associazione fra consumo di alcol e cancro colorettale.

Un aumento di rischio per il tumore alla mammella è stato riportato in molti studi epidemiologici condotti in popolazioni di diverse aree geografiche. L’associazione, anche se debole (incremento del rischio di circa 10% per ogni 10 g in più di consumo d’alcol al giorno, l’equivalente di una lattina di birra o un bicchiere di vino o un bicchierino di super alcolico), è di grande importanza per le donne considerando: (i) l’incidenza della malattia; (ii) l’apparente mancanza di una soglia sotto la quale non c’è rischio; (iii) il gran numero di donne che consumano alcol anche se in quantità moderata. E’ stato suggerito che l’alcol potrebbe agire sui fattori ormonali che sono coinvolti nella eziologia del tumore della mammella, ma l’evidenza è attualmente inadeguata per identificare un meccanismo specifico.

Va anche ricordato che il consumo di bevande alcoliche aumenta il rischio d’incidenti stradali, occupazionali e di svago, e la mortalità è direttamente proporzionale al consumo.

Infine,il consumo di alcol in gravidanza ha un effetto dannoso sullo sviluppo del feto e del suo sistema nervoso centrale, che spesso si manifesta con malformazioni, disordini comportamentali e deficit cognitivi nel periodo post-natale.

 

A cura del Dr. Renato Talamini - Responsabile della Struttura Operativa Semplice di Epidemiologia clinica e valutativa CRO Aviano

 

Referenze

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ultimo aggiornamento: luglio 2011