L'attività di screening in Italia

Lo screening permette di individuare i tumori a uno stadio precoce anche prima che diventino invasivi. L’indicatore di efficacia dello screening è la diminuzione di mortalità della malattia in quanto molte lesioni sono trattate in modo più efficace se diagnosticate allo stadio iniziale.

Lo screening consiste nel testare persone sane che non hanno manifestato sintomi riguardo certe malattie. A fianco degli ovvi effetti benefici, lo screening può anche avere alcuni effetti negativi per la popolazione testata. Per questo motivo i responsabili sanitari prima di avviare nuovi programmi di screening devono valutare tutti i benefici ed i rischi potenziali di tale programma.

 

Focus sul tumore al seno

Lo screening mammografico salva la vita? Il confronto tra benefici e rischi nello studio dello European screening network

Link allo studio

Approfondimento sul sito dell'Osservatorio Nazionale Screening

 

 

Programmi di screening in Italia, 2012

10 anni di programmi di screening in Italia. I dati sintetici sulle tre tipologie di screening: tumore del colon retto, tumore della mammella, tumore dell’utero

 

Link:

 

Osservatorio Nazionale Screening strumento tecnico a supporto sia delle Regioni, per l’attuazione dei programmi di screening, che del ministero della Salute, per la definizione delle modalità operative, il monitoraggio e la valutazione dei programmi

10° Rapporto dell'Osservatorio Nazionale Screening 2012. Dati dettagliati sulle attività dei tre programmi di screening rivolto agli operatori impegnati negli screening oncologici.

 

13° Rapporto annuale sui programmi di screening nella regione Toscana . Risultati e attività di ricerca (dati 2011). Pubblicazione ISPO

 

Gli screening sul campo. Focus sulle singole realtà territoriali, le iniziative portate avanti in ambito locale e i risultati dei programmi di screening attivati nelle diverse regioni.

 

I costi dello screening. Un'indagine sulll’efficienza di sei programmi di screening mammografico (con diverse modalità organizzative) attivi in quattro regioni italiane e contemporaneamente di confrontarli con l’efficienza dei sistemi di
diagnosi precoce ad accesso spontaneo.

 

 

 


ultimo aggiornamento: aprile 2013