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Diagnosi e trattamento dei tumori della mammella sono uguali in tutta Italia?

 

Secondo le linee guida raccomandate dall'ESMO, il trattamento standard per il tumore della mammella in stadio I (stadio precoce) consiste nella chirurgia conservativa associata a radioterapia e, per le sole donne operate, l’esecuzione del linfonodo sentinella un esame per stabilire la presenza di metastasi linfonodali, meno invasivo rispetto alla tradizionale dissezione linfonodale ascellare, che permette di capire se il tumore è localizzato oppure esteso anche ai linfonodi regionali. La chirurgia conservativa associata a radioterapia risulta molto più efficace se praticata quando il tumore è a uno stadio precoce.

 

Come si distribuisce lo stadio alla diagnosi dei tumori della mammella in Italia?

I risultati dello studio EUROCARE Alta Risoluzione Italia¹, condotto attraverso la raccolta di dati provenienti da 14 Registri Tumori, ci dicono che, nel periodo 2003-2005, la maggior parte dei 4417 casi di tumore della mammella analizzati sono stati diagnosticati in stadio precoce nei registri del Centro-Nord (45% a Modena e Romagna), mentre nei registri del Sud le percentuali di tumore in stadio precoce risultavano inferiori (20-26-27% a Trapani, Ragusa e Napoli).

 

Siamo in linea con i trattamenti chirurgici e metodi diagnostici standard?

La frequenza del trattamento chirurgico conservativo associato a radioterapia nei tumori della mammella in stadio I risulta più bassa della media italiana nelle aree dei RT di Napoli e Sassari: 52% e 59% rispetto al 70% della media degli altri registri. La probabilità che una paziente residente a Napoli o Sassari ottenga questo tipo di trattamento è del 30-40% inferiore a quella di una paziente residente in Romagna, a parità di età e stadio alla diagnosi. Questa differenza è attribuibile non solo alla scarsa disponibilità di strutture radioterapiche in queste aree (che quindi induce il chirurgo a effettuare trattamenti più radicali al fine di prevenire le recidive loco regionali in assenza di radioterapia), ma anche alla frammentazione di strutture sanitarie che trattano i pazienti oncologici.

[La scarsa applicazione di trattamenti chirurgici conservativi non influenza la sopravvivenza delle pazienti con tumore della mammella (l’Italia è uno dei Paesi a più alta sopravvivenza in Europa), ma comporta notevoli ripercussioni in termini di qualità della vita ed effetti collaterali]

Passando all’esame del linfonodo sentinella, nel periodo 2003-2005 questo metodo di diagnosi veniva praticato in più della metà delle pazienti a Modena e Biella, ma in proporzioni molto minori nelle aree di Sassari, Napoli, Palermo e Ragusa.

 

 

Fonte EUROCARE 5 HR - Italia

Tra parentesi il numero dei casi totale
*
a causa dell’elevata numerosità di informazione mancante non è stato possibile calcolare la % di chirurgia conservativa+radioterapia su tumore in stadio I
**

67% su un totale di 3925 casi in quanto non è incluso il dato di Trapani

 

Come interpretare questi dati?

Nelle aree dove i programmi di screening sono ben avviati, come nelle aree del Centro-Nord, il tumore della mammella viene diagnosticato a uno stadio precoce e di conseguenza le cure prestate sono più efficaci. Una buona prognosi dipende anche dalle buone strutture diagnostiche e terapeutiche maggiormente presenti al Centro Nord rispetto al Sud. Nelle aree di Sassari e Napoli, in particolare, si registra una scarsa disponibilità di strutture radioterapiche e una frammentazione di strutture sanitarie che trattano i pazienti oncologici. Se guardiamo il dato sulle terapie adiuvanti, infatti, l’alta percentuale di chemioterapia praticata nelle pazienti con linfonodo positivo dell’area coperta dal registro di Ragusa riflette la concentrazione delle cure in un’unica struttura in questa città.

 

 

 

Testi di Stefania Saltarelli

Revisore Milena Sant

 


¹ Sant M et al. Regional inequalities in cancer care persist in Italy and can influence survival. Cancer Epidemiol. 2012 Dec;36(6):541-7

². Minicozzi P; Cirilli C; Federico M; Capocaccia R; Budroni M; Candela P; Falcini F; Fusco M; Giacomin A; La Rosa F; Traina A; Tumino R; Sant M. Differences in stage and treatment of breast cancer across Italy point to inequalities in access to and availability of proper care. Tumori. 2012 98(2):204-9

 

 

 


ultimo aggiornamento: luglio 2015